22 aprile 2014

Lei, dolce e sospirante solitudine


Ieri finalmente sono riuscita ad andare a vedere "Lei" di Spike Jonze, ancora per poco in cartellone. Io e il mio amato bene, snobbati da tutti gli amici, ci siamo avventurati all'ultimo spettacolo di un cinema che fa i classici film chenonsicaganessunooquasi.

Da sempre il rapporto con l'intelligenza artificiale tocca diverse corde della mia anima, principalmente mi spaventa ma c'è anche qualcosa di sfuggente che mi attira, come se la cosa richiedesse da parte mia uno sforzo di comprensione superiore per capirla e accettarla.
Bene, in questo senso non credo che "Lei" mi sia stato molto d'aiuto. Nonostante l'indiscutibile poeticità del film, quel che rimane impresso non è l'amore in tutte le sue forme possibili, ma la sconfinata solitudine, che alla fine trova un po' di sollievo proprio nel contatto umano. Fatto sta che, finito il film, ero molto, molto felice di avere una persona in carne e ossa vicino a me, con tutti i rischi del caso (ad esempio quando vedi la persona in questione tentare un'acrobazia nei pressi di un cornicione).
Ma quello che mi ha colpito è come questa solitudine sia dipinta in un quadro dolce, rassicurante. L'ambientazione del film è un acquerello hi-tech di luce sospesa, molto in linea coi tempi, molto iOS 7, per capirci. Pulito, asettico, sereno, niente rumori molesti, niente sporco, niente barboni, niente sudore, niente automobili. Si ha l'impressione di vedere un futuro prossimo realmente possibile e per molti versi auspicabile, il migliore dei mondi in cui tanti di noi possono sperare, se non fosse per quella composta folla di persone che condivide emozioni con un sistema operativo invece che condividerle tra di loro...ricordano un po' noi. Insomma, è tutto molto bello, ma tutto molto triste.




Personale giudizio sintetico sul film: un po' troppo lungo, alcune cose potevano essere trascurate e altre più interessanti potevano essere approfondite, ma è coinvolgente e avvolgente, dolce e inquitante allo stesso tempo, di sicuro ne vale la pena! Altri punti a suo favore: è in parte girato a Shanghai, che ha il fascino di rarefatto caos delle metropoli asiatiche (ah..). La colonna sonora stupenda degli Arcade Fire. E poi il videogioco con il bambolotto cafone, che rimarrà sulla mia wishlist per sempre.



12 aprile 2014

Cucù!


Tra tutte le cose che ho realizzato ultimamente, al momento quella in foto è l'unica che non mi metta di cattivo umore, quindi la pubblico. Siccome è un momento buio della mia vita creativa anche il blog ne risente, ma quando passerà mi impegnerò per recuperare!
Purtroppo sono oberata di lavoro per la scuola, ma contavo di pubblicare qualcosina nei prossimi giorni, ad esempio qualche pensiero su Amsterdam, città meravigliosa che ho visto per la prima volta il week end scorso e di cui mi sono innamorata, e sul Fuorisalone, dato che aldilà di tutte le fregnacce social c'erano davvero delle cose interessanti.

Ora sbrigherò i miei doveri canini e poi mi rintanerò in biblioteca, nonostante abbia la stessa voglia che ho di passeggiare a braccetto con un foruncolo. A prestissimo! (spero)

02 febbraio 2014

"Eutropia" Febbraio 2014


Se seguite il blog forse ricorderete questo schizzo che ho postato tempo fa. Con l'inizio dell'anno ci ho lavorato un po' in occasione di una collaborazione con Eutropia, una pubblicazione indipendente realizzata da studenti ed ex studenti del DAMS di Imperia. Ringrazio la mia amica Oriana per avermi fatto questa proposta, sono stata davvero felice ^__^


La rivista parla di teatro, fotografia e arte in generale, è davvero un bel progetto e vi consiglio di darci un'occhiata! Personalmente se ne ho la possibilità do sempre volentieri un mio contributo a queste cose, in una società che penalizza tanto noi giovani (e noi giovani creativi, nello specifico) penso che la prima cosa da fare sia far vedere che noi e i nostri cervelli ci siamo.

Cliccate QUI per leggere il numero di febbraio!